Cugini di secondo grado, come riconoscerli nell'albero genealogico

6 luglio 2026

Diagramma che illustra i gradi di parentela: i cugini di secondo grado sono figli di zii o cugini primi, a 5° grado.

Indice

Quando qualcuno domanda chi sono i cugini di secondo grado, spesso sta cercando di orientarsi tra nomi familiari, nonni, bisnonni e rami che si incrociano. La risposta è semplice: sono, in genere, i figli dei cugini primi e condividono almeno un bisnonno. Per evitare equivoci, chiarisco anche come riconoscerli nell’albero genealogico, come distinguerli dai cugini primi e cosa cambia nei rapporti familiari.

La parentela diventa chiara seguendo il ramo familiare comune

  • Secondi cugini sono normalmente i figli di due cugini primi.
  • Condividono uno o più bisnonni, mentre i cugini primi condividono i nonni.
  • Nel linguaggio giuridico italiano, il rapporto corrisponde di solito al sesto grado di parentela.
  • Le espressioni “biscugino” e “secondo cugino” possono avere usi familiari diversi.
  • Per ricostruire il legame basta risalire fino al primo antenato comune.

Cosa significa davvero essere secondi cugini

Nel linguaggio comune, due persone sono seconde cugine quando i loro genitori sono cugini primi. In pratica, i due rami familiari si incontrano nei bisnonni, cioè nei genitori dei nonni. Da quel punto in poi, ciascun ramo scende di due generazioni fino ad arrivare alle persone che stiamo confrontando.

Un esempio rende tutto più semplice. Immaginiamo che Anna e Marco siano fratello e sorella. Anna ha una figlia, Lucia, mentre Marco ha un figlio, Paolo. Lucia e Paolo sono cugini primi. Se Lucia ha una figlia e Paolo ha un figlio, questi ultimi saranno secondi cugini.

Io uso spesso questa regola pratica: se due persone hanno un bisnonno in comune e si trovano allo stesso livello generazionale, probabilmente sono seconde cugine. Il termine “probabilmente” è utile perché le famiglie usano le parole in modo non sempre uniforme.

Come trovarli nell’albero genealogico

Per capire il rapporto non serve ricordare decine di definizioni. Si parte da una persona, si risale ai genitori, ai nonni e infine ai bisnonni. Poi si segue l’altro ramo fino all’altra persona, contando quante generazioni separano ciascuno dall’antenato condiviso.

Diagramma che illustra i gradi di parentela. I cugini di secondo grado sono figli di zii o cugini primi, a 5° grado.

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Il metodo in quattro passaggi

  1. Individua i genitori delle due persone.
  2. Risalì fino ai nonni e ai bisnonni comuni.
  3. Controlla che entrambi discendano da due figli diversi della stessa coppia di bisnonni.
  4. Verifica che le due persone appartengano alla stessa generazione.

Supponiamo che i bisnonni comuni abbiano avuto due figli, Carlo e Teresa. Carlo ha avuto un figlio, Andrea, e Teresa una figlia, Beatrice. Andrea e Beatrice sono cugini primi. Se Andrea diventa padre di Davide e Beatrice madre di Elena, Davide ed Elena sono secondi cugini.

Quando ricostruisco una parentela, consiglio di scrivere i nomi su un foglio oppure di usare uno schema con tre livelli. La memoria tende a confondere “figlio del cugino” con “cugino di secondo grado”, mentre il disegno mostra subito chi appartiene a quale generazione.

La differenza tra cugini primi, secondi e parentela legale

La parola “grado” crea una delle confusioni più frequenti. Nel linguaggio familiare indica la distanza generazionale tra i cugini. Nel diritto italiano, invece, il grado si calcola contando i passaggi fino all’antenato comune e poi tornando all’altra persona.

Rapporto familiare Antenato comune Grado giuridico indicativo
Cugini primi Nonni Quarto grado
Secondi cugini Bisnonni Sesto grado
Figlio del cugino rispetto a te Nonni o bisnonni, a seconda del ramo Rapporto tra generazioni diverse

Quindi “secondo cugino” e “parente di sesto grado” non sono sinonimi perfetti. Il primo è un’espressione genealogica e quotidiana, il secondo appartiene al calcolo giuridico della parentela. Il Consiglio Nazionale del Notariato richiama proprio questa distinzione quando spiega che i cugini primi, pur essendo chiamati così, sono parenti di quarto grado secondo la legge.

Questa differenza conta soprattutto per successioni, pratiche amministrative o verifiche formali. Per una questione legale concreta, io non mi affiderei soltanto ai nomi usati in famiglia, perché basta un antenato adottivo, un errore anagrafico o un ramo non documentato per cambiare il risultato.

Perché le famiglie usano nomi diversi

In alcune famiglie si dice “biscugini”, in altre “secondi cugini”, mentre qualcuno chiama semplicemente “cugino” anche un parente più lontano. I dizionari italiani registrano “biscugino” come termine vicino a “cugino di secondo grado”, ma l’uso regionale e personale può variare.

C’è poi un secondo equivoco. Il figlio del proprio cugino primo non è necessariamente un secondo cugino nel senso più preciso del termine, perché si trova a una generazione diversa. È più corretto descriverlo come figlio del cugino o “nipote del cugino”, lasciando che sia l’albero genealogico a chiarire il rapporto.

La difficoltà aumenta quando si parla di famiglie ricostituite, adozioni, fratellastri o persone cresciute insieme senza avere un legame biologico. In questi casi distinguo sempre tra parentela biologica, parentela legale e vicinanza affettiva. Sono tre dimensioni importanti, ma non coincidono automaticamente.

Che ruolo hanno nella vita familiare e di coppia

Essere secondi cugini non significa necessariamente frequentarsi molto. In una famiglia numerosa possono essere persone quasi sconosciute, mentre in una comunità più piccola possono crescere insieme, condividere feste, ricordi e tradizioni. La distanza genealogica non misura la vicinanza emotiva.

Quando una relazione di coppia nasce tra persone che scoprono un antenato comune, la prima reazione può essere di sorpresa o disagio. Io suggerisco di separare i fatti dalle sensazioni. Sapere che esiste un legame lontano non dice nulla, da solo, sulla qualità della relazione né sulla storia personale dei due partner.

Se il rapporto ha conseguenze per matrimonio, eredità o documenti ufficiali, è prudente ricostruire il legame con certificati anagrafici e chiedere un parere professionale. Per una conversazione familiare, invece, è spesso sufficiente spiegare con calma che i secondi cugini condividono normalmente i bisnonni e non i nonni.

Gli errori più comuni nel calcolo della parentela

Il primo errore consiste nel contare il numero di cognomi uguali. Un cognome condiviso può dipendere da coincidenze, matrimoni o origini comuni molto lontane, mentre persone con cognomi diversi possono avere un antenato in comune.

Il secondo è confondere il cugino del genitore con il proprio cugino. Il cugino di mia madre o di mio padre appartiene alla generazione dei miei genitori. Su un albero genealogico non si trova sulla mia stessa linea orizzontale, anche se nella vita quotidiana può essere chiamato semplicemente “zio” o “cugino”.

  • Nonni comuni significa di norma cugini primi.
  • Bisnonni comuni significa di norma secondi cugini.
  • Un antenato comune più lontano indica un rapporto di cugina o cugino di grado successivo.
  • Se le persone sono su livelli generazionali diversi, non basta usare l’etichetta “secondo cugino”.

Un test genetico può suggerire una parentela, ma non sostituisce la ricostruzione documentale. I risultati possono essere incompleti o interpretati in modo approssimativo, soprattutto quando la famiglia ha origini diverse o quando mancano molti dati sugli antenati.

Il modo più semplice per ricordare il legame

La formula che trovo più utile è questa: cugini primi, nonni comuni; secondi cugini, bisnonni comuni. Non risolve ogni caso particolare, ma permette di orientarsi subito nella maggior parte delle conversazioni familiari.

Se il dubbio nasce durante una riunione di famiglia, conviene evitare correzioni rigide e partire dai fatti. Disegnare i due rami, segnare l’antenato comune e indicare le generazioni rende la spiegazione più chiara e spesso trasforma una parola confusa in una storia familiare interessante.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

I secondi cugini sono normalmente i figli di due cugini primi. Condividono uno o più bisnonni e appartengono alla stessa generazione.

I cugini primi condividono i nonni, mentre i secondi cugini condividono i bisnonni. Nel calcolo giuridico italiano, i primi cugini sono parenti di quarto grado e i secondi cugini di sesto grado.

Non necessariamente, perché il figlio del cugino si trova a una generazione diversa. È più preciso definirlo figlio del cugino o nipote del cugino, lasciando che l'albero genealogico chiarisca il rapporto.

Risalire dai genitori ai nonni e ai bisnonni, individuare l'antenato comune e verificare che le due persone discendano da due figli diversi della stessa coppia. Per successioni, matrimonio o documenti ufficiali servono certificati anagrafici e, se necessario, un parere professionale.

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Sandra Amato

Sandra Amato

Mi chiamo Sandra Amato e da 9 anni mi dedico con passione ai temi del benessere familiare, della crescita personale e della mindfulness. Ho iniziato questo percorso perché credo profondamente nell'importanza di creare un ambiente sereno e supportivo all'interno della famiglia, dove ogni membro possa fiorire e sviluppare il proprio potenziale. Attraverso i miei scritti, cerco di offrire spunti pratici e riflessioni che aiutino a navigare le sfide quotidiane, promuovendo una maggiore consapevolezza di sé e degli altri. Mi impegno a ricercare e a presentare informazioni chiare, accurate e aggiornate, semplificando concetti complessi per renderli accessibili a tutti. Il mio obiettivo è fornire uno strumento utile per chiunque desideri coltivare un benessere duraturo, sia a livello individuale che relazionale.

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