Alla 24ª settimana di gravidanza il corpo cambia rapidamente e il bambino inizia a mostrare ritmi sempre più riconoscibili. In questa fase è utile sapere quali sintomi sono normali, come cresce il feto, quali controlli programmare e quali segnali richiedono un contatto tempestivo con ostetrica o ginecologo.
I punti essenziali della 24ª settimana
- Il feto misura circa 30 cm e pesa intorno ai 600 grammi, con variazioni del tutto normali.
- I movimenti diventano più evidenti, ma non esiste un numero uguale di calci valido per tutte.
- Tra la 24ª e la 28ª settimana può essere indicato l’OGTT da 75 g per lo screening del diabete gestazionale.
- Bruciore di stomaco, mal di schiena, crampi e gonfiore sono disturbi frequenti, se lievi e transitori.
- Sangue, perdita di liquido, contrazioni regolari o forte mal di testa richiedono un parere medico.

Come cresce il bambino intorno alla 24ª settimana
Il bambino ha ormai proporzioni più armoniche e continua a mettere peso grazie alla formazione del tessuto adiposo. La lunghezza è spesso vicina ai 30 centimetri dalla testa ai piedi, mentre il peso si aggira indicativamente tra 550 e 700 grammi. Sono medie, non obiettivi da raggiungere: ecografia, genetica e datazione della gravidanza possono modificare molto il confronto.
I polmoni si stanno preparando alla respirazione, anche se non sono ancora maturi. Il feto deglutisce liquido amniotico, sente alcuni suoni, sviluppa riflessi più coordinati e alterna momenti di sonno e veglia. Per me è utile ricordare che i movimenti percepiti non sono ancora necessariamente regolari, perché il bambino può cambiare posizione e avere periodi di riposo piuttosto lunghi.
Il cervello e il sistema nervoso continuano a organizzare la coordinazione dei movimenti. Le impronte digitali sono già formate e, se il sesso è stato visualizzato durante l’ecografia, l’immagine può risultare più definita, anche se la posizione del feto resta determinante.
Che cosa può sentire la mamma
L’utero cresce e sposta gradualmente gli organi addominali. Da qui possono derivare reflusso, digestione lenta, senso di pienezza e fiato corto, soprattutto dopo i pasti o quando ci si sdraia. Mangiare porzioni più piccole, restare sedute per un po’ dopo cena e dormire con il busto leggermente sollevato spesso aiuta.
Mal di schiena, pesantezza alle gambe, crampi ai polpacci e gonfiore alle caviglie sono comuni. Una camminata tranquilla, scarpe comode, pause frequenti e una buona idratazione possono dare sollievo, ma un gonfiore improvviso e marcato, specialmente se interessa viso e mani, va segnalato.
Possono comparire anche contrazioni irregolari e non dolorose, spesso chiamate contrazioni di Braxton Hicks. In genere migliorano cambiando posizione, riposando o bevendo acqua. Se diventano ritmiche, dolorose o sempre più ravvicinate, non conviene aspettare che passino da sole.
Il peso e l’alimentazione
L’aumento di peso non segue una tabella identica per tutte. Dipende dal peso prima della gravidanza, dalla costituzione, dalla ritenzione di liquidi e dall’andamento della gestazione. Io eviterei sia il controllo ossessivo della bilancia sia l’idea di “mangiare per due”: conta soprattutto una dieta varia, con verdure, frutta, cereali, legumi, fonti di proteine e grassi di buona qualità.
Carne, pesce, uova e latticini devono essere consumati secondo le indicazioni di sicurezza alimentare in gravidanza, evitando alimenti crudi o poco cotti e prodotti non correttamente conservati. Per qualsiasi integratore di ferro, vitamina D o altri nutrienti è meglio seguire una prescrizione, perché anche ciò che è utile può diventare inappropriato se assunto senza valutazione.
Controlli importanti tra la 24ª e la 28ª settimana
Durante la visita ostetrica o ginecologica si possono controllare pressione arteriosa, peso, urine, crescita dell’utero e benessere materno. Il professionista può inoltre ascoltare il battito del bambino e valutare eventuali disturbi comparsi dall’ultimo appuntamento.
Lo screening del diabete gestazionale
In Italia l’OGTT, cioè la curva da carico orale con 75 grammi di glucosio, viene generalmente proposto tra la 24ª e la 28ª settimana alle donne con specifici fattori di rischio. Tra questi rientrano precedente diabete gestazionale, familiarità di primo grado per diabete di tipo 2, indice di massa corporea pregravidico pari o superiore a 25, età di almeno 35 anni e precedente neonato con peso elevato.
L’esame richiede un prelievo a digiuno, l’assunzione della soluzione zuccherina e ulteriori prelievi dopo un’ora e dopo due ore. I valori di riferimento comunemente utilizzati sono 92 mg/dl a digiuno, 180 mg/dl dopo un’ora e 153 mg/dl dopo due ore. Un solo valore oltre soglia può essere sufficiente per la diagnosi, che deve comunque essere comunicata e gestita dal medico.
Ricevere questa diagnosi non significa aver sbagliato alimentazione né implica automaticamente una gravidanza complicata. Spesso il controllo si ottiene con alimentazione personalizzata e movimento moderato; in alcuni casi serve una terapia farmacologica. Il Ministero della Salute ricorda che il diabete gestazionale, se individuato e seguito, può essere gestito riducendo il rischio di complicazioni per madre e bambino.
Movimento, riposo e piccoli gesti che fanno la differenza
Se la gravidanza procede senza controindicazioni, l’attività fisica moderata può aiutare la circolazione, il tono dell’umore, il sonno e la gestione della glicemia. Camminare, nuotare o svolgere esercizi adattati alla gravidanza è spesso più utile di allenamenti intensi e improvvisati. Dolore, perdite, vertigini o affanno insolito sono motivi per fermarsi e chiedere consiglio.
Per il sonno, il fianco può risultare più comodo, con un cuscino tra le ginocchia o sotto l’addome. Non serve trasformare ogni notte in una prova di perfezione: se una posizione provoca fastidio, basta cambiarla. Anche dieci minuti di respirazione lenta o mindfulness possono aiutare a ridurre la tensione, soprattutto quando i pensieri sul parto iniziano a farsi insistenti.
Il bruciore di stomaco spinge molte future mamme a provare rimedi casalinghi. Gli agrumi, però, non hanno lo stesso effetto su tutte: per approfondire benefici e possibili precauzioni puoi leggere l’articolo dedicato al limone in gravidanza. Se il reflusso è frequente, intenso o associato a vomito persistente, è preferibile parlarne con il ginecologo invece di affidarsi solo a soluzioni fai da te.
Movimenti e segnali da non ignorare
Tra la 16ª e la 24ª settimana molte donne iniziano a percepire chiaramente il bambino. All’inizio può sembrare un fremito o una sensazione simile a bollicine; con il tempo i movimenti diventano più riconoscibili. Non è utile contare rigidamente i calci senza una precisa indicazione clinica. È più importante imparare a riconoscere il consueto ritmo del proprio bambino e segnalare un cambiamento evidente.
Il battito fetale viene valutato durante i controlli con strumenti e modalità scelti dal professionista. Un doppler domestico non è un sistema affidabile per stabilire che tutto proceda bene, perché trovare un battito non esclude altri problemi e non trovarlo può generare allarme inutile. Se vuoi chiarire tempi e modalità di valutazione, può essere utile approfondire il tema del battito fetale.
Leggi anche: Quando si sente il battito del feto? Tempi e controlli
Quando contattare subito il medico
È prudente chiamare il ginecologo, l’ostetrica o il triage ostetrico in caso di perdite di sangue, perdita continua di liquido, contrazioni regolari, dolore pelvico persistente o pressione intensa verso il basso. Anche una riduzione marcata dei movimenti rispetto al solito merita un contatto, senza aspettare il controllo già programmato.
Serve una valutazione urgente anche per forte mal di testa, disturbi della vista, dolore nella parte alta dell’addome, gonfiore improvviso, febbre, difficoltà respiratoria o dolore al petto. Questi sintomi non indicano necessariamente una complicazione, ma non sono da interpretare a distanza o da attribuire automaticamente alla stanchezza.
Arrivare alle prossime settimane con più serenità
La 24ª settimana è un buon momento per verificare che i controlli siano aggiornati, chiedere se è indicato l’OGTT e annotare i sintomi ricorrenti da discutere durante la visita. Una piccola agenda con pressione, farmaci prescritti, domande e cambiamenti nei movimenti può rendere il colloquio molto più concreto.
La gravidanza non richiede di fare tutto alla perfezione. Il riferimento più sicuro resta il percorso personalizzato con ginecologo, ostetrica e servizi territoriali, soprattutto se esistono patologie precedenti o fattori di rischio. Conoscere ciò che è normale e riconoscere ciò che cambia permette di vivere questa fase con maggiore consapevolezza, senza trasformare ogni sintomo in un motivo di paura.